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BACK TO THE FUTURE

L’incognita del Futuro. Trovare nello spazio-tempo le ragioni di ciò che sarà, in una realtà proiettata verso nuovi Scenari.

Si è argomentato molto, anche in questo blog, della capacità del management di definire delle visioni, sulle quali organizzare le strategie di crescita e sviluppo dell’Impresa; è questo uno dei compiti essenziali – forse il più difficile – che spetta al Capo-Azienda, sia esso Manager o Imprenditore.

Vale la pena sgombrare subito il campo da qualsiasi teoria che contempli la possibilità, ancorchè remota, di poter prevedere il Futuro da parte di qualsiasi intelligenza umana o artificiale; addirittura, come noto, in alcune ben radicate tradizioni popolari, la dicitura del Destino è affidata a rituali spiritici oppure a semplici mescolate di carte preveggenti.

Ritengo però interessante il “gironzolare” intorno al concetto di Futuro; non fosse altro per darne un significato propositivo e sufficientemente dimensionato alla realtà, in questo caso manageriale.

Un buon punto di partenza lo suggerisce una frase di Pericle (l’illuminato politico, oratore e generale ateniese vissuto nel 400 a.C.) riportata da Tucidide: “ Non possiamo prevedere il futuro, ma possiamo prepararci ad esso”. In realtà questa è una affermazione di grande contenuto pragmatico – molto simile ad un gergo tipicamente manageriale – dove si prende atto dell’impossibilità di “fare previsioni” attendibili per il Futuro (derivate unicamente dal Fato), ma si costituisce una propulsione alla preparazione di esso in vista del suo avvento; i più prudenti potrebbero pensare subito al peggio, adottando quindi filosofie più “difensivistiche”, mentre i più ottimisti (o coraggiosi) potrebbero al contrario predisporsi a raccogliere le “sfide” opportunistiche proposte dal Destino.

Per sicuro – ed anche in questo la storia insegna – le generazioni che si susseguono in qualche modo “tracciano” dei sentieri nei quali i loro posteri troveranno alvei di azione e prospettica operatività. E’ questo un presupposto che si fonda sul principio di G.B. Vico (corsi e ricorsi storici), dove trascendendo nel passato si potrà meglio percepire il futuro. Questa idea però, ancorchè molto affascinante, non è assolutamente applicabile all’Impresa; la vita dell’azienda infatti è in continuo mutamento e mai, salvo rarissime eccezioni, trova riferimenti stabili nel suo passato: basti guardare gli elenchi delle prime 500 Imprese mondiali stilate da Fortune che a distanza di un decennio cambiano radicalmente; addirittura scomparendo alcune ed apparendo altre del tutto nuove. Vero è però che l’Azienda deve saper “costruire” il suo futuro, mettendo in atto tutte quelle azioni strategiche orientate all’immaginazione del Futuro, dove poter competere per trovare nuove opportunità di generazione del Valore.

La sintesi dell’idea è mirabilmente evocata da Seneca quando sostiene che “ Dal futuro dipende chi non capisce di dover agire nel presente”. Quindi l’occhio vigile del management ai segnali deboli che il mercato, i contesti sociali e politici, oppure gli stessi Competitor, lasciano intravvedere, sono le “colonne” delle Visioni strategiche verso il Futuro; dove, come visto, si disegnano Scenari e nuove Arene competitive.

Il messaggio quindi sembrerebbe chiaro; agire nel presente per costruire il Futuro, determinando le incognite che necessariamente potranno realizzarsi a carico o a vantaggio dell’organizzazione aziendale. Sempre Seneca diviene irridente quando afferma che “Verrà il tempo in cui i nostri discendenti si stupiranno che non abbiamo saputo fare cose così ovvie”: in realtà il “senno di poi” non è mai così scontato e lampante, ma di sicuro “l’ovvio” è forse più identificabile. Un “pezzo” di Futuro dove la creatività lungimirante del management può, o potrebbe, “arrivare” con il semplice dono dell’applicazione verso l’ignoto.

Una ultima riflessione la suggerisce George Bernard Shaw in uno dei suoi pungenti ed irriverenti aforismi: “ I vecchi uomini sono pericolosi, in quanto se ne fregano del futuro”. Pur ammettendo che la “stanchezza” derivata dall’età possa far abbassare i ritmi di pensiero di un Uomo, devo però rilevare come proprio quando una Persona “sente” che sta per lasciare il testimone – o meglio la barra di comando – ad una nuova generazione, allora il suo sguardo diviene più inteso verso il Futuro: miscelando esperienze e conoscenze acquisite a completo vantaggio delle successioni.

Poi ci potrebbe essere l’errore – anche il più clamoroso – ma mai, ritengo, il menefreghismo verso il Futuro e quindi verso le nuove generazioni. Simili atteggiamenti potrebbero essere contemplati solo in abbinamento con l’ignoranza e l’egoismo; ma questi attributi sono “reietti” nel management e nell’Imprenditorialità di qualità, così come questo blog ama descrivere!

Un pensiero su “BACK TO THE FUTURE”

  1. Ovvero: chi non ricorda la propria STORIA ( dal singolo alle Comunità che siano) non può costruire un FUTURO di crescita e e sviluppo. MP

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