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IL CONFLITTO NON E’ REATO!

Il Conflitto è insito nel normale clima nel quale quotidianamente si è chiamati a vivere o ad operare; sia nella vita d’Azienda che in quella relativa alla sfera personale. Nasce normalmente da divergenze di obiettivi o interessi, ma anche dalle incomprensioni; intendendo con questo termine tutte le differenze di percezione o aspettative tra le persone.

Il Conflitto può anche manifestarsi con se stessi; nel momento in cui si innesca una dicotomia netta tra ciò che “sentiamo” (leggi: pancia) con ciò che pensiamo (leggi: testa), ma può nascere anche da un forte sentimento di “frustrazione” che, per semantica, potrebbe non rappresentare un fattore negativo in assoluto, per il semplice motivo che è pur sempre una fonte di energia emotiva.

In linea generale il Conflitto è uno status “neutro”; è certamente causato dalla tensione che si può creare tra due o più soggetti ma, secondo come viene gestito, può condurre ad un miglioramento delle relazioni oppure ad una crisi. Questo secondo caso usualmente produce un danno – spesso irreversibile – ai rapporti; perché nell’indole umana tutto può essere perdonato, ma più difficilmente può essere dimenticato. In compenso è normale come ogni relazione che sia duratura e consolidata nel tempo, necessita di un maggior numero di crisi per interrompersi; così è e, sono certo, così deve essere.

Quando ciascuno di noi è chiamato ad affrontare una situazione di crisi conflittuale vengono spesso utilizzate parole e comportamenti che possono a loro volta produrre una escalation del conflitto stesso; per evitare tale rischi, è necessario imparare ad utilizzare il giusto linguaggio, così come a saper gestire le proprie emozioni in modo consapevole ed aperto ad accogliere quelle degli Altri. Il risultato, riportando la sintesi su binari strettamente pragmatici ed utilitaristici, riduce altresì il rischio di un inutile dispendio di energie e di tempo, ma soprattutto di costi dovuti alle sterili “schermaglie” improduttive.

La soluzione (o meglio la composizione) dei Conflitti si trova inevitabilmente nella Negoziazione; intesa e definita come il tentativo di influenzare o di convincere verso le proprie posizioni l’altra Parte coinvolta. Essa si intende positivamente conclusa quando tutte le Parti in campo si ritengono soddisfatte nel lungo periodo; in altre parole quando riescono a “convivere” con il risultato finale dell’accordo raggiunto con il processo negoziale. E’ importante chiarire sin da subito che una buona Negoziazione avviene CON le Parti e non CONTRO le Parti; ciò implica che sarebbe un errore imperdonabile il portare al tavolo negoziale il proprio EGO, oppure uno spirito eccessivamente competitivo, mentre sarebbe corretto il tentativo di stimolare situazioni tese alla creazione di valore aggiunto oppure ad infondere, costruire e suscitare un sentimento di fiducia nell’interlocutore. Il principio aureo è quello che in generale colui in grado di controllare i modi di una negoziazione è posto nella condizione migliore per controllarne anche i contenuti. La conseguenza manageriale di questa ultima affermazione conferma inoltre la riflessione che un buon Manager è in grado di condurre la negoziazione nel modo giusto, mentre un vero Leader la conduce verso la cosa giusta.

La negoziazione è applicabile ad ogni tipo di conflittualità relazionale, sia all’interno che all’esterno dell’Azienda e nei rapporti con tutti gli stakeholder; rappresenta cioè una visione molto avanzata, a livello di sistema, dei fondamentali determinanti lo sviluppo di tutte le relazioni del business.

E’ necessario inoltre considerare il ruolo “simbolico” e culturale della gestione dei conflitti, che consente alle Parti di acquisire competenze e tecniche per gestire al meglio le emozioni e lo stress, ancorchè in situazioni critiche o di emergenza. Imparare a gestite il dialogo secondo parametri collaborativi e costruttivi consente di raggiungere accordi di comune soddisfazione e, come già anticipato, duraturi nel lungo periodo.

In sintesi il Conflitto, in quanto tale, è una condizione inalienabile nella vita. Il vero plus è quello di affrontarlo e risolverlo in modo pacifico e bilanciato; affinchè subentrino anche parametri valoriali di natura economica, nonché di razionale impiego di tempo e di risorse; tutti fattori utili per essere messi al servizio delle opportunità strategiche dell’Impresa, che ne determineranno poi lo sviluppo e la armonica crescita.

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