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IL BUGIARDO MASCHERATO

Le bugie hanno le gambe corte” ammonisce un comune detto popolare. Nella vita  in Azienda questo proverbio assume una particolare valenza sostanziale perché negli ambienti lavorativi, per definizione, domina il pragmatismo, la cultura dell’evidenza e la cartina tornasole dei risultati.

Molto più insidiose sono le “mezze verità” e le “omesse verità”. Trattasi di verità parzialmente dette oppure completamente permeate da veli di omertoso silenzio. Anche queste forme, a mio giudizio, sono associabili alle menzogne perché in ogni caso rendono opachi i cristalli puri e limpidi della Verità.

E’ del tutto evidente che esistono diverse gradazioni di offuscamento della realtà; alcune veniali ed altre di catastrofico impatto. Per esempio negli esercizi del marketing personale è abbastanza normale che si tentino di “valorizzare” – anche in modo eccessivo – le qualità positive mentre si minimizzano i punti di debolezza; è un modo veniale di proporre un Soggetto, spesso protagonista di uno short selling finalizzato ad un obiettivo ben preciso.

Il punto che vorrei toccare, dopo questa breve argomentazione di puro “metodo”, è quello che, in Azienda, la bugia è strettamente correlata ad un valore essenziale che al contrario deve costantemente persistere in ogni organizzazione: la Lealtà.

Essa rappresenta un valore fondante di ogni gruppo di lavoro e ne diventa quindi un fattore vitale, che si avvicina pericolosamente a quello del Rispetto verso i propri Colleghi o Collaboratori. Una squadra che opera nel comune intento non può permettersi la menzogna; perché essa può stravolgere il lavoro collettivo, oltre che minare la fiducia e le relazioni altruistiche di ogni singolo componente.

Sembrerebbe tutto scontato – ed in realtà lo sarebbe – se non si dovesse costantemente verificare la presenza di questa “minaccia” in qualsiasi organizzazione aziendale. E’ inutile negarlo, ciascuno di noi si è trovato a fronteggiare un simile tipo di problema nel corso della propria vita professionale. E’ importante quindi prenderne serenamente atto, tentando altresì di porvi rimedio o di limitarne gli effetti negativi.

In primo luogo sarebbe utile stilare, all’inizio di ogni progetto, un specie di decalogo comportamentale tra le Persone; sembrerebbe un esercizio di stile, ma in realtà le corrette prospettazioni delle Verità sono un valore irrinunciabile per ogni avventura professionale che ponga il successo come obiettivo finale. Non è necessario associare le “pene” per le disattenzioni, ma sarebbe importante cementare i valori delle Persone all’interno di “stanze di compensazione” condivise.

La mancanza di Lealtà in Azienda è reato: bisogna chiarirlo senza dubbi o esitazioni. Ed è pertanto lecito e necessario contrastare efficacemente l’infedeltà professionale ed intellettuale in nome del bene supremo dell’Azienda; oltre che per il decoroso rispetto di tutte le Persone coinvolte o comunque ad essa associabili.

Però, aldilà dei buoni propositi, il “Bugiardo nascosto” è sempre in agguato: forse in modo inconscio, oppure spinto da altre motivazioni personali ancorché lecite e temporanee. Per questo motivo è sempre auspicabile per un buon Manager – così come per qualsiasi Capo-Progetto – l’allestimento di un accurato sistema di controlli incrociati, affinchè le evidenze numeriche ed oggettive non consentano zone d’ombra nelle quali si possano annidare le menzogne.

Dal mio punto di vista, concepisco solo una fattispecie dove considero la menzogna come lecita. Quella quando una relazione, o un rapporto, si sta per concludere e si è quindi all’ultimo atto. Immagino l’uscita di una persona dall’organizzazione, oppure la cessazione di un rapporto commerciale; in questi casi la menzogna è associabile a principi di “generosità” oppure di “concessione dell’onore delle armi”. E’ un principio non solo di “grandezza” intellettuale ma anche di prudenza, secondo il detto che “Si deve vincere, ma mai stravincere”. E’ pericoloso infatti mettere lo sconfitto all’angolo senza vie di uscita; in quel momento diviene pericoloso, perché non ha più nulla da perdere e potrebbe divenire protagonista di atti inconsulti e non prevedibili che risultano generalmente molto dannosi per chi li subisce. Quindi, perché rischiare?

La “morale” di questo articolo è quella di alzare costantemente i livelli di attenzione; la Bugia è come un serpente latente pronto a colpire. E’ un aspetto di ogni carattere umano, alle volte necessario ma mai indispensabile. Però in Azienda la menzogna potrebbe essere letale; come la storia ricorda con B.Mussolini, al quale venivano mostrate parate militari in diversi luoghi ma sempre con gli stessi apparati bellici, concedendo l’idea di una forza militare italiana praticamente inesistente. Ecco perché certi “abbagli” potrebbero essere fatali!

 

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