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NON C’E’ PROBLEMA!

Il modo più comune per descrivere qualsiasi difficoltà in Azienda è quello di “classificarlo” come un problema. In verità la nomenclatura non è fuorviante, perché quotidianamente ci si trova davanti ad un panorama di opzioni – siano esse strategiche oppure tattiche – sulle quali è necessario fare scelte, rispetto a dei casi che, appunto, vengono chiamati Problemi.

Shimon Peres (il leader politico israeliano) saggiamente disse: “Se un problema non ha soluzione, forse non è un problema ma un fatto con il quale convivere”.

Un primo punto di attenzione quindi lo merita la distinzione tra un Problema reale – una circostanza cioè che potrebbe rappresentare un danno o una minaccia per l’Impresa -, e la Critica; la situazione nella quale, a valle di una selezionata opzione di comportamento, si mettono in luce i potenziali rischi ad essa connessa. E’ vero che le analisi delle potenziali difficoltà avrebbero dovuto essere svolte a priori rispetto alla decisione assunta, auspicabilmente in bilanciamento con gli aspetti positivi, ma è altresì normale come “dopo” sorgano sempre nuovi dubbi e critiche passive verso qualsiasi percorso intrapreso. Il buonsenso dimostra però sempre come sia più facile essere “critici” (specialmente a posteriori), piuttosto che essere nel giusto! Questa sensazione è verificabile continuamente ascoltando la dialettica della nostra classe politica, che rappresenta proprio un lampante esempio di questo concetto sopra espresso.

Una seconda riflessione si può desumere per mezzo della “condivisione” di uno di questi due antichi detti popolari: il primo, “Non fare domani quello che potresti fare oggi”, ed il secondo, “I problemi di domani vanno risolti domani”. Anche in questo caso, lo “sposare” in assoluto uno dei due concetti appare particolarmente difficile, essendo entrambi animati da un principio di buonsenso. Vale però il fatto di riaffermare come sia importante il “mettere in fila i problemi”, senza pretendere di risolverli tutti insieme contemporaneamente; certo è che alle volte (non di rado), risolvendo il primo problema, le soluzioni degli altri ne derivano “a cascata”, ragione in più per affrontarli in ordine, sia per importanza che per priorità.

Un punto molto importante, ma anch’esso sovente dimenticato in Azienda, è ancora derivante dal buonsenso, perché relativo al fatto che i Problemi vanno affrontati direttamente con tutte le Persone “coinvolte”; non fosse altro per un puro principio di “facilitazione” nell’individuazione delle soluzioni da intraprendere, oltre che per un fatto di chiarezza complessiva sia nel dimensionare correttamente i “perimetri” dei problemi, che per un concetto elementare di collegialità che aiuta i rapporti interpersonali.

Nello spirito di management “spinto” non è contemplato che ad ogni problema non possa esistere una soluzione. Sotto questo profilo ci si può rifare ad una frase riportata come detta da Annibale, il famoso generale cartaginese: “Troveremo un modo o lo creeremo”.

In altre parole, è compito del Manager quello di cercare, e trovare, le soluzioni ai problemi aziendali ma, qualora le vie fossero nascoste o impraticabili, l’azione manageriale non può e non deve arrestarsi. E’ d’obbligo il tentare anche la fase di “costruzione” delle soluzioni – allo stesso modo delle reazioni – affinché le dinamiche dell’Impresa possano proseguire nel perseguimento dei suoi obiettivi. Questo concetto – il c.d. problem solving –  lo ritengo essenziale, perché credo rappresenti un altro “tassello” della quinta essenza del management.

Un ultimo aspetto che vorrei sottolineare è quello secondo il quale “all’interno di ogni domanda c’è insita una buona parte della risposta”. E’ un luogo comune abbastanza utilizzato in Azienda ma, penso, spesso privo di concreto fondamento. Certo è che il Problema deve sempre essere ben analizzato, spesso “scomposto” e semplificato, ma solo al fine di individuarne il “punto critico” di trazione delle soluzioni. Anche questa è strategia, perché parte da una filosofia di pensiero dove l’immaginazione descrive nuovi traguardi, e quindi soluzioni; di crescita, sviluppo, efficienza/efficacia, oppure di vitale sopravvivenza.

2 pensieri su “NON C’E’ PROBLEMA!”

  1. Di questi tempi molto diffuso fra i managers definire i problemi come opportunità: ma non è forse è più “manageriale” la citata riflessione di Shimon Peres?

    1. Assolutamente d’accordo. Accettare un problema come un fatto, potrebbe anche far nascere delle opportunità. Il pericolo è la “demagogia” che si fa del problema quando NON si trovano le soluzioni. Abbinerei il concetto al detto di Annibale; anche le soluzioni, spesso, vanno costruite. Grazie del commento, sempre acuto e propositivo.

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